Gregorio Ronca

GREGORIO RONCA - AMMIRAGLIO E SCIENZIATO

 

Uno scienziato della marina italiana in un periodo in cui le conquiste della scienza e della tecnica portarono importanti trasformazioni sulle navi da guerra italiane

Gregorio Ronca nacque a Solofra il 14 dicembre del 1859 in una famiglia benestante con una lunga tradizione culturale. Orfano di madre fu educato dalla nonna paterna, cugina di Carlo Pisacane e nutrita di ideali di libertà e di patria che diventarono nel giovane impegno di vita profuso negli studi scientifici. Insieme al fratello Alessandro intraprese la carriera militare, questi nell’esercito lui nella marina.

Imbarcato sulla Cavour e sulla Palestro, iniziò gli studi sulle armi subacquee e sulla "elettricità applicata", in cui si specializzò passando alla Lauria, una nave predisposta per questi esperimenti. Qui lo scienziato applicò per la prima volta un motore elettrico ai proiettori, creando il primo proiettore di scoperta manovrabile a distanza, una invenzione che eliminava il complicato sistema di manovra dei proiettori di luce delle navi non più adatto alle nuove velocità.

Lo scienziato cedette al Ministero della Marina italiano il suo Proiettore costruito dalla officina Galileo.

Per l’importanza dei suoi studi il Ronca fu destinato all’Accademia navale di Livorno (1889) come insegnante di Artiglieria e Balistica, due discipline che ebbero una rapida evoluzione a causa delle nuove armi a grande gittata, al cui sviluppo egli collaborò con l’aiuto del matematico Alberto Bassani creando un nuovo sistema di calcolo della traiettoria dei proietti fuori la canna del cannone (detto Ronca-Bassani). La nuova disciplina fu sistemata in vari scritti, che divennero pilastri degli studi navali, ai quali si aggiunse una raccolta (Manuale del tiro) di tutte le norme per eseguire un nuovo metodo di guida dei cannoni nello sparare, detto tiro navale migliorato a salve (Tiro Ronca).Il metodo fu adottato da molte marine, tra cui quella giapponese che si modernizzò proprio sulla base delle tecniche sperimentate dalla marina italiana ad opera dell’Ammiraglio Togo, che usò la nuova tecnica di tiro durante la guerra tra il Giappone e la Russia (1905) ed a cui si deve la distruzione della flotta russa (35 navi) nei pressi delle isole di Tsun-Shima.

Durante gli anni dell’insegnamento a Livorno il Ronca diresse la Garibaldi, dove erano applicati i risultati dei suoi studi ed alla quale egli donò la preghiera del marinaio che aveva ottenuto dal poeta Antonio Fogazzanoe che fu adottata da tutta la marina italiana; poi fu trasferito a Napoli per dirigere la sezione Armamenti e Artiglieria, dove studiò la trasmissione di ordini a distanza dati i nuovi bisogni della guerra sul mare.

Poiché il Tiro Ronca si mostrava sempre più adatto alle nuove esigenze delle navi al Ronca fu affidata una Scuola di Tiro per Ufficiali sulla corazzata Sardegna, dove dopo due anni nel mare di Liguria, si ebbe un saggio di ciò a cui poteva giungere il nuovo sistema di tiro.

Nel 1911, colpito da un male repentino, morì a Napoli dove ebbe solenni funerali. Il paese natale gli dedicò una tomba monumentale, l’intestazione di una strada e di un Istituto Tecnico, Avellino gli intestò una strada, Ostia una piazza e la Marina il Balipedio di Viareggio.